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Carrusel de imágenes presentando Navarra

Il regno delle quattro stagioni

Inverno

D'inverno il paesaggio si assopisce e un manto bianco riveste i Pirenei. È il periodo adatto per lo sci da fondo e le passeggiate con le pelli di foca nelle valli pirenaiche di Salazar e Roncal. Tuttavia, è anche il momento di godersi i giorni soleggiati, percorrendo i numerosissimi sentieri che consentono di scoprire i tenui colori dell'inverno.

Si alternano tradizioni religiose e pagane. A Sangüesa si festeggia l'Epifania per strada con la rappresentazione sacra dei Re Magi interpretata dalla gente del posto. Poi arriva il Carnevale: a Lanz, il protagonista è il bandito Miel Otxin, mentre ad Alsasua il personaggio centrale è un montone denominato Momotxorro. In altre località della montagna, le ristrettezze e i mali dell'inverno sono impersonate da una volpe a Valcarlos, da un orso ad Arizkun o da un carbonaio a Goizueta e ad Arano. I danzatori del zantpanzar portano grandi campanacci, fissati alla schiena su fasce di pelle di pecora, e grandi cappelli conici colorati.

Anchre nella Ribera vi sono carnevali interessanti, come a Cintruénigo, dove i zarramuskeros sporcano chi non si maschera il viso, o a Tudela, dove i cipoteros sfilano e ballano con la faccia mascherata.

All'inizio di marzo, il Castello di Javier, in cui è nato il santo patrono della Navarra, è meta di un affollato pellegrinaggio, noto come Javierada, al quale partecipano migliaia di persone.

L'inverno invita ad approfittare della vasta offerta culturale in programma al BALUARTE, al Teatro Gayarre o nei 46 centri culturali. Nel mese di dicembre si svolge il Ciclo di Musica d'Organo e a marzo il Festival di Danza “Escena”. Gli appassionati di cinema documentario hanno un appuntamento a febbraio con il festival dedicato a questo settore e denominato “Punto di vista”.

A tavola, si possono degustare fagioli rossi, carne, formaggio, vini e liquori. Il freddo invoglia a assaggiare le migas de pastor (pane raffermo ammollato e saltato con olio, aglio e lardo), tipiche di Ujué, le pochas (fagioli freschi) di Sangüesa o il maialino della zona di Estella. A Natale, il cardo diventa il protagonista della tavola.